di

Francesca Di Croce
18/04/2019

Design e Architettura

Legno a terra

La storia del pavimento in legno è molto antica, secondo molti inizia nel Nord Europa già dal Neolitico, intorno al 4000 a.C., per altri ci sono gli egizi tra i primi ad aver usato, intorno al 3000 a.C., pavimenti in tavolati di legno per proteggersi dagli insetti. Se da una parte è molto difficile datare con precisione le origini e le varie evoluzioni tecniche della pavimentazione in legno, dall’altra è ragionevole immaginare come questo materiale sia stato sperimentato dall’uomo per svolgere tale funzione. Il passaggio dall’uso a scopo di isolamento a quello decorativo avviene nel Medioevo, quando si cominciano ad accostare tavole di legni differenti, per ottenere elementi geometrici dalle cromie variegate. Un largo impiego del legno a pavimento ha coinvolto i paesi del Nord Europa, come Svezia, Finlandia e Norvegia, dove l’abbondanza della materia prima ne ha permesso la grande diffusione. In Norvegia, ad esempio, il legno è stato largamente utilizzato per realizzare i pavimenti delle chiese tra l'XI e il XIV secolo. Il più noto dei pavimenti in legno è indubbiamente il parquet. Maria Ludovica Vertova nel suo libro “Pavimenti lignei in Europa”, ha ipotizzato che questo termine di origine francese, abbia preso piede a partire dal XVII secolo. Alcuni sostengono che la parola parquet derivi dal termine parc, parco in francese, e che la diffusione di questo termine per indicare la pavimentazione in legno sia avvenuta durante il regno di Luigi XIV. Non tutti i pavimenti in legno rientrano nella categoria dei parquet. Secondo la norma UNI EN 13756:2018 il parquet per interni “è una pavimentazione di legno con uno spessore minimo dello strato superiore di 2,5 mm prima della posa”. Per strato superiore si intende quello composto dal legno nobile. A inizio del Novecento cominciano a diffondersi i parquet definiti all'epoca “all'inglese”: una pavimentazione composta da listoni di larghezza solitamente compresa tra i 7 e 11 cm, posti uno di seguito all'altro e dotati di giunti maschio/femmina. Da questo tipo di pavimentazione nascono gli schemi di posa conosciuti, come il parquet a punto di Ungheria o la spina di pesce. Tra gli anni 50 e 60 fa la sua comparsa il pavimento lamellare costituito tipicamente da elementi di 2 cm larghezza, 12 cm di lunghezza e di 8 - 10 mm di spessore, preassemblati in quadrotte.

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