di

Francasco Cremonini
01/09/2020

Armadi, vetrine, scarpiere

Virtuosismi retrò

Costruire un mobile per nostro uso e consumo non è la stessa cosa che farlo per altri, clienti, parenti o amici che siano. Se da un lato esiste il rischio che i lavori vadano a rilento o che vengano interrotti e ripresi più volte, poiché non esistono scadenze da rispettare per la consegna (a meno che non sia l’altra metà a fissarle), è pur vero che queste occasioni sono le uniche in cui il comune mortale ha la possibilità di esprimere il proprio gusto attraverso la creazione di un oggetto. La storia di questo armadio ha avuto inizio tre anni fa quando la mia consorte, a seguito di ripetute richieste, minacciò di andarselo a comprare in quei centri svedesi blu con la scritta in giallo. La sua strategia prevedeva di pungermi sull’orgoglio e in parte funzionò perché iniziai a buttare giù uno schizzo, realizzai un modellino in scala e approfittai delle conoscenze e della disponibilità di un amico per andare a comprare il noce che mi serviva in una segheria molto grande che non conoscevo.

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