di
Francesco Cremonini
Infissi, scale
Porte filomuro
C’erano una volta i coprifilo che servivano a mettere in risalto la porta, a concedere al falegname ampi margini con cui adattare l’imbotte alle aperture, a nascondere il fissaggio con l’opera muraria. Una soluzione pratica e funzionale la cui validità sembra oggi essere messa in discussione dalle linee difficili ed essenziali dell’arredamento moderno. A porte e sportelli viene chiesto infatti, sempre più spesso, di lasciare inalterata la linearità delle pareti e non apparire col rilievo di elementi aggiunti. Dovendo fare a meno dei coprifilo, il sistema di fissaggio e le stesse strutture portanti sono cambiati così come l'ordine della posa, non più alla fine dei lavori di costruzione o ristrutturazione ma durante. Gli speciali telai metallici che hanno rimpiazzato il controtelaio e l’imbotte tradizionali, vengono ora murati nel foro porta prima della rasatura che li raccorda definitivamente alle pareti. Porte e sportelli sono inseriti all’ultimo, adattandosi senza sbavature alle luci per le quali sono stati disegnati, insieme alle nuove cerniere che svolgono il loro lavoro con assoluta discrezione. Pensata in anticipo e fatta a regola d’arte, la messa in opera di una porta filo muro fatta con queste modalità non riserva sorprese, se viene invece condotta a posteriori, magari con il vincolo di misure fuori standard, la ricerca delle soluzioni migliori si fa più impegnativa, anche solo per quanto riguarda la ferramenta da usare. In questo articolo proponiamo due soluzioni diverse adatte alla realizzazione di ante di grande e piccole dimensioni.
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