di

Paolo Frattari
16/07/2020

Sedie, sgabelli, panche

Lo sgabello bello

Quattro zampe sagomate in modo sensuale che lentamente convergono al centro per poi allargarsi sulla base, in basso due traversi che si incrociano al centro con un incastro a mezzo legno e si allacciano alle zampe con un tenone riportato, e le stesse che si inseriscono in alto nella seduta tramite un tenone a spalla unica. Non so se esista uno sgabello simile, le mie indagini si sono arrestate ben presto, qualora fosse chiedo scusa anticipatamente per l’appropriazione indebita. Seduta e traversi sono in legno di faggio, le zampe in abete; non c’è una logica che ha dettato la scelta, nessuna ricercatezza cromatica, strutturale, di riduzione del peso o quant’altro; come quando faccio lo scultore e passo quindi nel terreno dell’arte, mi lascio andare alle emozioni, ai ricordi, al completo abbandono della logica. Faggio e abete dunque, ma ognuno ha le sue pazzie e quindi, perché no, castagno e olmo, frassino e rovere, larice e pioppo e così via.

 

 

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