di

Ennio Fiorio
24/06/2020

Attrezzatura elettrica

Pialla delle mie brame

Quando decidiamo di compiere il grande passo dagli utensili manuali alle macchine è più che comprensibile che siamo assaliti dai dubbi sulle caratteristiche richieste. Essi non riguardano le dimensioni o la potenza motoristica perché siamo ben consci sia dello spazio a disposizione sia dell’energia che il contatore riesce ad erogarci prima di mandare in black-out laboratorio e famiglia. I dubbi riguardano principalmente quei particolari poco o nulla evidenti che possono rendere il lavoro futuro o un piacevole passatempo o una fonte di seccature. Nella scelta di una piallatrice, sia essa a filo, a spessore o combinata, uno dei componenti che viene spesso sottovalutato è il gruppo lavorante. Analizziamo criticamente i piani, la loro procedura di regolazione e/o apertura, la praticità d’uso delle protezioni antinfortunistiche, la solidità della riga di riscontro ma quasi sempre diamo per scontato che il tamburo, cioé la testa porta coltelli, debba essere quello perché nell’esemplare in esame è montato quello.

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