di
Redazione
Attrezzatura manuale
La pialla in metallo
La pialla può essere considerata la più diretta discendente dello scalpello. Mentre però il primo viene prevalentemente usato per la spianatura di aree piuttosto contenute (poche decine di centimetri quadrati), la seconda è in grado di pareggiare superfici molto ampie, virtualmente senza limite in estensione. Ciò è reso possibile da un maggior controllo dell’utensile da taglio il quale, essendo racchiuso in una struttura rigida, dispone sostanzialmente di un limitatore di profondità costituito dalla suola della pialla stessa. Se a questa struttura aggiungiamo anche la possibilità di regolare la fuoriuscita della lama, e quindi di scegliere quanto materiale asportare, si ottiene un mezzo incredibilmente versatile, tanto per la sgrossatura quanto per la rifinitura. E non importa se si tratti di pezzi unici, come la faccia o il fianco di una tavola, oppure di più elementi assemblati, come un incastro mortasa e tenone o due assi unite di costa. La pialla, se vi è sufficiente spazio per manovrarla, sarà sempre in grado di livellare le superfici più alte su quelle più basse. È chiaro dunque che il suo lavoro procede per asportazione e occorre, in un certo senso, saper prevedere quale sarà il momento in cui passare dalla fase aggressiva a quella più delicata. Manovrare una pialla vuol dire conoscere pochi ma importantissimi movimenti. Iniziamo con il prendere la mira…
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