di

Giacomo Malaspina
29/03/2019

Restauro

Faggio curvato, sì, ma con trucco!

L’imprenditore ed ebanista Michael Thonet brevettò nel 1840 il suo sistema per la curvatura del faggio a vapore. Da quel momento in poi l’Europa venne letteralmente inondata dagli elementi d’arredo realizzati con quel versatile sistema. Non è raro quindi che nella bottega del restauratore capitino sedie, poltrone e quant’altro realizzati in faggio curvato a caldo. Ma come fare quando durante il restauro occorre reintegrare le parti mancanti? Certo, se le lacune sono estese, potrebbe valere la pena di costruire un piccolo impianto per la piegatura a vapore. Ma se si tratta di pezzi più contenuti il gioco non vale certo la candela e occorre trovare una valida alternativa. In questi casi l’unica via percorribile è quella della laminazione su controsagoma.

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