di
Michael Zuba
Tecniche di lavorazione
Lo snodo a becco di civetta fatto a regola d'arte
Usato perlopiù nella costruzione di tavoli ad ali pieghevoli (detti anche a bandelle), questo snodo consente di aprire le parti esterne del piano per ottenere uno spazio di appoggio maggiore e di chiuderle per ridurre l’ingombro. La bellezza di questo giunto modanato sta nel fatto che, aperto o chiuso, ha comunque un bell’aspetto e in ambedue i casi le cerniere rimangono nascoste. Occorre ben comprendere il meccanismo di questa lavorazione in modo da poterlo progettare accuratamente. In genere molti articoli sorvolano sui particolari ma non stavolta. Lo snodo a becco di civetta consiste in una tavola con una porzione di toro (di solito è il piano fisso) e un’altra con uno sguscio, o gola (di solito è il piano mobile). Quando lo snodo è chiuso, le due parti si incontrano senza fughe e formano un unico piano regolare. Quando il giunto è aperto, lo sguscio ruota sul toro senza scoprirlo del tutto. Due o più cerniere supportano la bandella. Il segreto consiste nel disporre le cerniere in modo che il loro perno sia esattamente in linea con il centro del toro. Sebbene si possano realizzare le due parti dello snodo in molti modi, incluse le pialle modanate ed i raschietti da sagomatura, il metodo che descriveremo si basa su due frese acquistabili quasi ovunque. La procedura è semplice se la si fraziona nei suoi tre passaggi principali: fresare il toro, fresare lo sguscio e, infine, installare le cerniere.
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