di
Francesca Di Croce
Design e Architettura
Interni a righe
Gli amanti del legno, e soprattutto chi con il legno ci lavora, hanno la tendenza a riempire casa con questo materiale. Le possibilità di impiego e di applicazione sono numerose, non soltanto nell’arredo, ma anche nella decorazione degli interni. Il legno è usato da sempre per rivestire le superfici della casa, dal pavimento al soffitto ed anche per le pareti. A volte, però, per quanto il materiale di base possa essere bello, il rischio di esagerare è sempre dietro l’angolo. Se il parquet conserva sempre il suo fascino (purché sia di vero legno) anche nelle tonalità scure a doghe sottili che andavano di moda negli anni ‘90, lo stesso non si può dire per i rivestimenti a soffitto o a parete. Le classiche boiserie in legno, composte da pannelli modanati con cornici e elementi a rilievo, sono adatte solo a grandi spazi e, anche in quel caso, è preferibile tingerle in colori chiari. Stesso discorso vale anche per le versioni moderne, dalle linee più geometriche e leggere: se proprio non se ne può fare a meno, meglio optare per la versione bassa che lascia scoperta una grande porzione di parete. I rivestimenti verticali in legno, soprattutto se scuro, tendono ad appesantire gli ambienti e, negli esempi più estremi, a renderli opprimenti. L’applicazione del legno a soffitto, a meno che non si tratti di uno chalet in montagna, è ancora più rischiosa: se le altezze non sono abbastanza importanti, si rischia di avere un effetto ottico di abbassamento del soffitto, che non sempre risulta gradevole. E poi, il legno a soffitto ha senso se fa parte della struttura stessa della casa. Di travi e travetti finti in legno incollati sui soffitti di case in cemento, non ne parliamo nemmeno.
