di
Giacomo Malaspina
Restauro
Una colonnina liberty
Nel campo del restauro non esiste routine e ci si trova a doversi confrontare con aspetti diversi ogni qual volta si inizia un nuovo lavoro. I mobili antichi infatti non erano certo costruiti secondo gli attuali standard e ogni oggetto di una certa età possiede caratteristiche e lavorazioni che lo distinguono dagli altri. Sebbene in passato i vari mestieri del legno (il falegname, il tornitore, il lucidatore, l’intagliatore, etc.) fossero ben divisi e fortemente settorializzati, al giorno d’oggi sarebbe impossibile pensare di ricorrere a questo o a quel professionista a seconda del tipo di problema che si deve affrontare. In primo luogo perché alcuni mestieri sono diventati rari o del tutto scomparsi, secondariamente perché rivolgersi a terzi porterebbe ad un incremento notevole dei costi e dei tempi di lavorazione. In conseguenza di ciò le conoscenze che si richiedono ad un buon restauratore che vuol essere tecnicamente autonomo sono molteplici e spaziano in più campi. Certo occorre investire molto tempo in formazione, apprendimento ed esercizio, ma alla fine i risultati saranno di tutto rispetto e costituiranno quella “marcia in più” che distingue i professionisti dalla massa.
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