di
Giacomo Malaspina
Tecniche di lavorazione
Lame di pialla
Al giorno d’oggi esistono diversi metodi che facilitano e velocizzano l’affilatura delle lame da pialla. A partire dalle numerose macchine molatrici ad acqua esclusivamente dedicate a questo scopo fino ad arrivare alle più complesse guide da usare a mano sulle tradizionali pietre. Ambedue i sistemi sono efficaci e consentono il conseguimento di ottimi risultati. Ma come fare se, per una ragione o per l’altra, questi non sono disponibili? L’affilatura di un ferro da pialla non è cosa da poco. Il filo deve essere rettilineo, perpendicolare ai fianchi della lama ed avere un’inclinazione costante per tutta la sua larghezza. Inoltre il retro della lama deve essere perfettamente spianato, ovvero deve ricevere la cosiddetta lappatura. Questa consiste nell’eliminare tutti i segni delle lavorazioni industriali che, giocoforza, si ripresentano sul filo dandogli una conformazione “microseghettata” che ne compromette integrità e durata. La risposta a tutti questi interrogativi viene ancora una volta dalle tecniche tradizionali. Per meglio esemplificarle abbiamo eseguito la messa a punto di una lama Stanley (un vecchio prodotto di mediocre qualità) così come è uscita dallo stabilimento di produzione. Tutto ciò che serve consiste in una molatrice a secco dotata di pianetto inclinabile, con cui si effettua la sgrossatura, e un paio di pietre ad acqua, destinate a pulire e rifinire il filo. Più, naturalmente, un poco di esercizio.
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