di
di
Il Forest Stewardship Council® (FSC) è un'organizzazione internazionale non governativa, indipendente e senza scopo di lucro, nata nel 1993 a seguito del Summit della Terra delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro per promuovere la gestione responsabile di foreste e piantagioni. In Italia, FSC è presente dal 2001 e opera in armonia con gli obiettivi di FSC International.
FSC è un’organizzazione internazionale governata dai propri soci, che possono essere individuali, rappresentati di organizzazioni o istituzioni. L’Assemblea dei Soci, l'organo decisionale di FSC, è costituita da 3 Camere di interesse (Ambientale, Sociale ed Economica). Come ulteriore meccanismo di equilibrio e pari rappresentatività, ogni Camera è a sua volta suddivisa nelle Sottocamere geografiche Nord e Sud del mondo. Ogni socio viene collocato all’interno di una Camera: lo statuto prevede che ogni decisione venga presa solo quando vi è l’accordo di tutte e tre le Camere. Questo si traduce in un forte dialogo negoziale tra camera e camera, a prescindere dal numero di soci che la compongono, e le mozioni passano solo quando vi è accordo tra tutte le componenti. Questo modello di governance, assieme al continuo coinvolgimento di tutte le parti interessate (stakeholders), è ciò che rende FSC davvero unico come sistema di certificazione.
FSC ha stabilito un sistema di certificazione internazionale, indipendente e di parte terza, specifico per il settore forestale e i prodotti - legnosi e non legnosi - derivati dalle foreste. Esistono due standard principali di certificazione:
Questi due standard garantiscono criteri uniformi di gestione dei boschi e definiscono la trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera, dalla foresta allo scaffale. Tutte le etichette FSC riportano un codice univoco di 6 cifre (FSC-C000000), assegnato ad ogni azienda certificata; attraverso questo codice si può risalire, consultando il Database Pubblico delle Certificazioni (www.info.fsc.org), all’azienda e alla filiera di produzione.
I certificati FSC possono essere rilasciati esclusivamente da Enti di Certificazione accreditati dall'organizzazione indipendente Accreditation Services International (ASI). Questi Enti sono responsabili dei controlli condotti in foresta e in azienda, al fine di verificare che i requisiti definiti dagli standard FSC siano pienamente rispettati.
La certificazione di gestione Forestale responsabile assicura che una foresta o una piantagione forestale siano gestite nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. I Principi e Criteri FSC descrivono gli elementi essenziali alla base di questo sistema e devono essere applicati in qualsiasi unita di gestione forestale prima che possa ricevere la certificazione FSC. A partire da queste regole, dal 2014 FSC Italia ha lavorato alla creazione del primo standard di gestione forestale nazionale: per fare ciò è stato costituito un Gruppo di Lavoro formato dai soci nazionali del Forest Stewardship Council - due per ogni Camera, affiancato da un Gruppo Tecnico. La bozza del documento è stata quindi sottoposta per consultazione a tutta la rete di stakeholders nazionali, ricevendo a fine 2017 l’approvazione definitiva da parte di FSC International. Il nuovo standard di Gestione Forestale per l’Italia è un documento normativo composto da 184 indicatori, suddivisi sulla base di interessi ambientali, sociali ed economici. Tra gli elementi di maggiore novità introdotti troviamo l’applicabilità a tutti i popolamenti e le tipologie forestali; il ruolo fondamentale riservato al Piano di Gestione, definito “documento di sistema” e al monitoraggio, che permette di rivedere la politica, gli obiettivi e le pratiche di gestione sulla base di una logica di adattamento continuo; l’approccio teso alla valorizzazione di tutti i servizi forniti dal bosco - regolazione del clima, della qualità dell’acqua, della formazione del suolo e mitigazione degli impatti climatici - e alla promozione della parità di genere nelle pratiche d’impiego, nelle opportunità di formazione, nei processi di coinvolgimento e nelle attività di gestione.
Esistono tre tipi di etichette (labels)
FSC 100% indica che la totalità della materia prima utilizzata proviene da foresta certificata. FSC Riciclato valorizza i processi di riciclo di carta, cartone o legno, e comunica al consumatore che in quel prodotto è presente esclusivamente materiale di recupero. Infine, FSC Misto risponde alla necessità di combinare disponibilità di materia prima certificata e domanda: questo fa sì che per alcuni materiali come i pannelli nobilitati o i prodotti in carta ci sia la possibilità di unire materia prima proveniente da foreste certificate, materiale di recupero e una parte minoritaria di legname o cellulosa (non più del 30% in volume del prodotto) proveniente da foreste non certificate ma riconosciute e classificate secondo parametri di rischio compatibili con il sistema FSC; queste ultime prendono il nome di fonti controllate (controlled wood).
Si tratta di una forma di certificazione del prodotto finito, possibile solo quando questo è un pezzo unico non realizzato su scala industriale. In questo caso non è obbligatorio che il realizzatore sia in possesso di certificazione, ma è sufficiente la dimostrazione attraverso fatture di acquisto che tutto il materiale impiegato è certificato. Questa pratica è molto diffusa in Paesi come Gran Bretagna, Olanda e Danimarca, soprattutto nel settore dell’edilizia. In Italia ad oggi sono 5 i progetti che hanno ricevuto questo tipo di certificazione: l’ultimo è una chitarra artigianale, costruita come pezzo unico dal liutaio goriziano Marco Lorenzon e costituita da 7 specie di legni ottenuti da fornitori certificati FSC.
Tutto sommato, siamo un paese fortunato: se da una parte l’area di foresta certificata rimane modesta (63.744 ettari), dall’altra in Italia si concentrano più di 2.000 realtà certificate, con il 24% attivo nella seconda trasformazione del legno - siamo il terzo paese in Europa (dopo Gran Bretagna e Germania) per numero di aziende certificate. Aziende che vanno dalla grossa multinazionale alla piccola realtà: per quanto riguarda le seconde, negli ultimi anni si è assistito alla crescita delle cosiddette certificazioni di gruppo, ovvero certificazioni che raccolgono piccole e medie imprese, che possono così beneficiare della condivisione dei costi di gestione. Una scelta interessante per artigiani che volessero accedere a nuovi mercati e cominciare a realizzare prodotti certificati, ma che al momento non possono affrontare da soli i costi e gli oneri di una certificazione singola.