di
Alessandro Triffoni
Tavoli, tavolini, consolle, scrivanie
Una consolle per lo stereo
La tipica consolle, quella ritratta nei libri di storia dell'arte, è un mobile a muro. Solitamente posta nelle sale di rappresentanza come espositore (talvolta associata a sontuose specchiere) serviva per poggiare vasi pregiati, sculture e quanto mostrasse il livello sociale dei padroni di casa. Per la sua intrinseca comodità non ha mai abbandonato le case degli italiani. Negli anni è divenuta un mobile da ingresso o da disimpegno, spesso ospitando vaschette portaoggetti e posta di fianco ai classici appendiabiti. Le forme nel tempo sono mutate ma le caratteristiche di essere un mobile accessibile solo dal fronte, poco profondo e dotato di un piano superiore non sono mutate. Il modello di questo progetto è basso e dalle linee pulite; l'ideale per ospitare un impianto stereo o una TV sul piano. È divisa in tre vani: quello centrale chiuso da uno sportello in vetro e quelli laterali da due tamponature scorrevoli che rendono più ordinata la composizione consentendo di riporre cavi, accessori, libri e dischi in modo ordinato e fuori portata dalla polvere. La decisione di utilizzare il fraké, legno poco impiegato per la mobilia di pregio, non è stata frutto della casualità bensì una scelta quasi obbligata per la presenza di due piccole librerie realizzate con il medesimo legno. All'epoca della costruzione delle librerie non possedevo infatti macchine stazionarie e il frake' fu l'unica alternativa all'abete dei vari brico.
Abbonati ora per avere accesso a tutti gli esclusivi contenuti online di Legno Lab!
- La rivista a casa tua
- Tutti i contenuti esclusivi
- La newsletter Legno Lab
- Accesso illimitato all'archivio
Entra a far parte del laboratorio dedicato agli amanti del legno!
Abbonati ora a Legno LabO P P U R E
