di
Redazione
Banchi da lavoro, suppellettili da laboratorio
Il banco Moravian
Il banco oggetto di questo articolo ha origini antiche e legate ad un'area molto specifica della Repubblica Ceca, in cui nel XV Secolo si diffuse un movimento religioso cristiano protestante che fece della città di Brno la propria capitale culturale e politica. A tutt'oggi la popolazione Morava si di
stingue per la grande applicazione nelle arti tradizionali tra cui, naturalmente, spicca la lavorazione del legno. La caratteristica del banco Moravian è la facilità con cui è possibile smontarlo. Il piano è composto da una parte in massello e da una semplice vaschetta separabili. La morsa frontale (l'unica nel modello più tradizionale) si separa dal banco per intero una volta che il piano viene sollevato, mentre la base si scompone in quattro parti: due robusti telai laterali e due longheroni. L’innesto longheroni-telai è inclinato di 15° (105° rispetto al suolo) cosicché la struttura da montata assume l'aspetto di un trapezio i cui lati agiscono come contrafforti in grado di contenere anche le spinte più forti. Le estremità dei longheroni sono fermate con chiavi triangolari sull'esterno che, oltre a consentire uno smontaggio veloce, permettono di rinsaldare la struttura con un paio di colpi di mazzuolo. Non vi sono traverse lunghe superiori e la connessione tra piano e base è affidata solo a quattro massicci perni che sporgono sulla sommità dei telai laterali.
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