di
Francesco Cremonini
Autocostruzioni e jigs
Incastri a pettine al banco fresa
Robusto, vistoso, necessariamente ben fatto, sono i primi tre aggettivi che vengono in mente scrivendo un articolo sull’incastro a pettine, o meglio sulla descrizione di una dima ad esso dedicata. Dei tre aggettivi l’unico che richiede un minimo di argomentazioni è il “necessariamente ben fatto”. La successione seriale della dentatura costituisce il punto di forza di questa giunzione (l’alto numero di denti compenetranti assicura l’ampia superficie di contatto da cui deriva la tenuta), ma anche il suo tallone d’Achille: ogni errore nella corrispondenza tra dente e gola ospitante si riflette su tutta la serie per il modo in cui viene tagliata, facendo scadere non solo la robustezza ma anche l’aspetto visivo dell’incastro. Ecco dunque il nostro progetto per una dima che fornisce i risultati ripetitivi e perfetti di cui non si può fare a meno. E’ stata studiata per l’uso con il banco fresa ma può benissimo essere adattata per essere posizionata sul carro di una squadratice; in questo caso raccomandiamo l’uso congiunto di lame circolari per incastri a denti piatti, come quelle della serie 240 della CMT, che oltre a produrre una gola perfettamente rettangolare offrono una certa scelta sulla larghezza del dente permettendo di ricavare gole larghe fino a 6mm.
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