di
Francesco Cremonini
Tecniche di lavorazione
Biette a farfalla
Croce e delizia, si potrebbe dire così del legno massello quando lo usiamo per realizzare un piano. Da un lato ci sono i tempi di lavorazione più lunghi e i dubbi sulla stabilità (e sulle strategie costruttive da adottare affinché il piano non si imbarchi, svergoli o fessuri nel tempo), dall’altro la solidità e l’aspetto unico del risultato finale. Un piano composto con poche tavole, a maggior ragione se con una soltanto, ha sempre, infatti, una sua spiccata personalità: variazioni nella venatura e nel colore, inclusioni di corteccia, piccoli nodi e fessure sono particolarità che non mancano mai e di cui si può approfittare per dare carattere alla superficie, renderla più interessante e meno monotona allo sguardo. E poi ci sono tutte le lavorazioni di dettaglio, che possono essere eseguite solo sul legno pieno e ne accrescono ancora l’interesse. Tra queste la più particolare è probabilmente l’aggiunta delle biette a farfalla, operazione che può essere eseguita ogni volta che il materiale presenta una crepa.
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