di
Pierluigi Bresolin
Design e Architettura
Esigenze creative
L’artigiano è l’unico lavorante che ha la libertà di applicare la sua fantasia al suo gusto estetico ed al suo modo di lavorare, per produrre da solo, in completa autonomia, un oggetto per intero. Il lavoro artigianale non è solo il frutto della capacità individuale di trasformare la materia ma è, soprattutto, l’espressione dell’esigenza creativa dell’uomo. Ogni oggetto artigianale porta l’impronta di chi lo produce. L’artigiano che compie il suo lavoro trasferisce all’oggetto tutti i contenuti della sua esperienza personale, riguardo ai materiali utilizzati e ai procedimenti tecnici impiegati nella sua costruzione. L’oggetto finito ritiene in sé tutta l’abilità, la destrezza o la maestria del suo esecutore, secondo i diversi gradi. Il prodotto finale, sia che si tratti di un lavoro spontaneo, fatto su misura o per commissione, è il risultato dell’intuizione e della capacità esecutiva dell’artigiano e possiede una valenza estetica propria, in quanto la realizzazione stessa dell’oggetto artigianale è creativa. L’artigiano è allo stesso tempo autore e interprete del proprio lavoro. La perfetta esecuzione a regola d’arte non è l’unico fine della sua opera, perché è altrettanto importante il recupero della tradizione e la sua reinvenzione in chiave attuale. L’attività artigianale è diventata una realtà lavorativa di tipo post-industriale, che deve fare i conti con l’incalzare incessante dell’innovazione tecnologica da un lato e, dall’altro lato, con un’organizzazione del lavoro che richiede non solo una maggiore specializzazione nell’uso delle attrezzature, ma anche competenza ed efficienza nella direzione imprenditoriale della professione di artigiano. L’artigianato moderno non ha più niente a che vedere con le forme spontanee della tradizione folclorica regionale, di estrazione contadina. Si è trasformato in una attività urbana, essenzialmente al servizio della società dei consumi di cui, spesso, assume modelli e stili codificati. Si è verificata una distinzione netta tra l’ideazione e la realizzazione dei manufatti, tanto da modificare il valore d’uso degli oggetti, esaltando la componente intellettuale della progettazione rispetto alla stessa fabbricazione. Il valore dell’oggetto non è calcolato solo in base alla qualità del materiale ed alla quantità di tempo impiegato per la realizzazione dell’oggetto ma, piuttosto, in base all’eccentricità delle forme dell’oggetto o in relazione al gusto e alla moda del momento, secondo parametri difficilmente quantificabili. Molti affermano che il successo del design italiano derivi dal connubio speciale tra la cultura progettuale e la sapienza delle maestranze artigiane. Questa formula deve trovare però soluzioni specifiche nell’attuale contesto economico.
