di
Redazione
Attrezzatura elettrica
Segare il legno - il taglio con gli elettroutensili
Nel precedente articolo di questa rubrica abbiamo puntato lo sguardo alla rastrelliera degli utensili manuali su cui sono appesi i diversi modelli di seghe. Abbiamo esaminato le caratteristiche principali di quelle di uso più comune, visto quali sono i criteri che portano a sceglierne una piuttosto che un’altra e appreso le tecniche con cui utilizzare i diversi strumenti. Abbiamo inoltre scoperto gli accorgimenti e i trucchi che permettono a tutti di ottenere risultati precisi dal taglio a mano. Per quanto l’approccio amanuense – fatto con un buon mix di utensili e tecniche – non ponga particolari limiti sulla qualità del risultato, e gli strumenti manuali, con la loro versatilità, consentano spesso di portare a termine interventi minori anche più velocemente di quelli a motore (considerando i tempi di attrezzaggio e impostazione dello strumento), non appena il lavoro si fa più sistematico o impegnativo diventa inevitabile azionare qualche tipo di interruttore. In questa seconda parte dell’articolo rivolgiamo la nostra attenzione proprio sugli attrezzi elettrici dedicati al taglio del legno, partendo da quelli portatili e semistazionari, che sono poi i più comuni, e andando a vedere i motivi che nella pratica portano a preferire l’uno o l’altro in base ai parametri operativi definiti in precedenza, che qui ricordiamo brevemente: il tipo di materiale e il suo spessore il tipo di taglio (dritto o curvo, lungovena o traversovena) il grado di rifinitura ricercato e la rapidità con cui si vuole concludere l’operazione.
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