di
Corrado Zucchi
Materiali
Olmo un legno da scoprire
Presenza costante nelle comunità agricole e delle campagne, in passato l'olmo era molto diffuso; si trovava piantato in filari, alberate e viali; grazie alle di mensioni abbastanza ridotte della chioma, contenuta mediante capitozzatura, era usato come tutore della vite soprattutto nella pianura padana. Il legno era poi utilizzato per costruire carri, attrezzi e strumenti di la voro. Le foglie servivano come foraggio e fiori, frutti e corteccia venivano utilizzati per decotti e infusi. Col tempo, sia la progressiva perdita di alcune usanze e tra dizioni, sia l'introduzione di nuovi materiali che hanno sostituito il legno per le costruzioni, ne hanno causato il graduale disuso. Tanto che non è più visto nell'immaginario comune come materiale che ben si adatta alle più diverse applicazioni. Ma è stata soprattutto la diffusione della grafiosi, una malattia fungina, che causando il deperimento e la morte di un gran numero di piante ne ha ridotto notevolmente la presenza e ne ha fatto quasi cessare l'utilizzo. La grafiosi si è presentata con i primi attacchi dopo la Prima Guerra Mondiale e questi sono stati seguiti, negli anni '70, da una nuova forma del patogeno molto più aggressivo. La malattia è causata da un fungo che si insedia sotto la corteccia dell'albero sfruttando come veicolo alcuni insetti che vi scavano delle gallerie. Per inserire piante resistenti alla malattia l'olmo campestre ha dovuto essere sostituito con il più resistente Ulmus pumila (Olmo siberiano). Oltre all'introduzione di specie esotiche si sta anche lavorando sulla selezione di cloni resistenti e ibridi.
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