di
Redazione
Attrezzatura elettrica
Ferme al box
Nei primi anni del Novecento assistiamo allo sviluppo dei motori elettrici che si affermarono in tutto il mondo: negli Stati Uniti dal 1899 al 1939, ad esempio, la quota di motori elettrici sul totale della potenza meccanica passò dal 4,8 all'85%. Nel caso italiano solo la disponibilità di forza motrice elettrica rese possibile la diffusione dell'industrializzazione. Il grado di elettrificazione dell'industria italiana era altissimo: alla vigilia della grande crisi del '29 i motori elettrici coprivano l'86% del fabbisogno dell'industria tessile e il 96% di quella meccanica. La produzione di macchine utensili per la lavorazione del legno si diffuse in Germania, Inghilterra e Francia; l'Italia fece notare la sua presenza nel 1952 con la progettazione di una macchina per il legno da parte di Giuseppe Gemmani nella fabbrica di suo padre Nicola e del suo socio Lanfranco Aureli, fabbrica che fino ad allora aveva prodotto aratri, seminatrici e getti in ghisa. Da questo impegno, nacque l'Invincibile e, con essa, l'azienda SCM e la storia italiana delle macchine utensili per la lavorazione del legno.
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