di
Giacomo Malaspina
Oggettistica, scatole
Lo schiaccianoci in noce
Certamente, col natale ormai alle spalle, e dopo aver fatto indigestione di mandorle, nocciole e frutta secca, pubblicare un articolo sulla costruzione di uno schiaccianoci potrebbe sembrare un’operazione fuori tempo massimo. Mettiamola così; da una parte la redazione non ha voluto assumersi le responsabilità legate all’aumento della colesterolemia dei lettori. Dall’altra questo articolo è nato in seguito ad una cena dicembrina (quindi con l’ultimo numero del 2010 già in edicola) in cui al momento della frutta secca sono venute fuori tutte le carenze dei comuni schiaccianoci. Dita martoriate, noci letteralmente spappolate, sforzi assurdi per spezzare gusci esilissimi e via discorrendo. Sulla strada di casa, ripensando alla tavolata intera messa in scacco da pochi, piccoli, innocui frutti corazzati, è nata l’idea di realizzare un “fattoapposta” da esibire orgogliosamente al momento giusto e col quale vendicare finalmente tutte le frustrazioni accumulate dal momento in cui il genere umano ha scoperto la frutta con il guscio. Cercando di unire l’utile al dilettevole quasi tutta la realizzazione è stata eseguita a mano. Un buon modo per impratichirsi con utensili desueti e un altrettanto valido metodo per liberarsi dalle calorie in eccesso assunte durante le trascorse festività natalizie.
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