di
Francesco Cremonini
Giochi, mobili per infanzia e bambini
Un fasciatoio per modo di dire
Recentemente una coppia di conoscenti mi ha contattato per chiedermi la costruzione di un fasciatoio, necessario per l’arrivo del loro secondogenito. La loro richiesta era per un mobile senza pretese, dato che la funzionalità specifica ne avrebbe limitato l’utilizzo al periodo di crescita iniziale del bambino. La sua costruzione non si presentava perciò particolarmente esaltante e avrei passato la mano non fosse stata per la vecchia amicizia alla base della richiesta. Anziché cercare di esaudirla contro voglia in un paio di giorni di lavoro, ho preferito, però, pensare di costruire un mobile che “incidentalmente” potesse servire allo scopo ma che desse la possibilità di essere riutilizzato con finalità differenti una volta scaduti i termini del primo impiego. Ottenuto il nulla osta, ho iniziato a disegnare qualcosa partendo dalle misure che mi erano state fornite, modificandole in parte per realizzare un mobile proporzionato. Mentre mettevo giù i primi bozzetti, ho pensato di frazionare l’unità in moduli che potessero essere riutilizzati, indipendentemente o in combinazioni parziali, con finalità diverse: proponendo alla coppia più opzioni, il mobile avrebbe avuto più possibilità di incontrare il loro gusto e le loro necessità, entrambe non definite dalla “carta bianca” che mi era stata concessa telefonicamente e che era soltanto espressione di un rapporto di fiducia.
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