di
Mauro Cippitelli
Banchi da lavoro, suppellettili da laboratorio
T-Trak che passione
Quando si parla di banchi da falegname, quasi tutti gli “addetti ai lavori” immediatamente sono portati ad immaginare oggetti di alto livello ebanistico, manufatti complessi e realizzati con tecniche sofisticate che spesso sono il simbolo delle capacità di chi li costruisce. Alcuni sono talmente belli che quasi dispiace vedere “feriti” da qualche martellata o qualche colpo di pialla non andato a buon fine. Bene, in questo caso parliamo di tutt’altra cosa: si tratta di un semplice banchetto, di rapida realizzazione, che tuttavia ha una sua originalità e che può interessare neofiti o hobbisti, che abbiano magari esigenze di compat- tezza e semplicità operativa. Tutto è nato da due situazioni contingenti: la prima è che paradossalmente, pur avendo acquistato macchine ed attrezzi non avevo a disposizione un banco su cui lavorare, la seconda è che disponevo di “gambe” abbastanza stabili provenienti da un banchetto fresa proveniente da un acquisto in UK. Tra l’altro questa seconda ragione rafforza il concetto pressochè incontrovertibile che “qui non si butta niente”, sindrome diffusissima tra tutti coloro che per hobby o professione hanno a che fare con laboratori che alla fine assumono la forma di una catasta informe piena di tutto ove tutto è introvabile...
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