di
Giacomo Malaspina
Tecniche di lavorazione
Tingere il legno con la chimica
La tecnica di tingere il legno con l’uso di reagenti vari è antica quasi quanto la lavorazione del legno. Essa è sicuramente nata dall’osservazione dei mutamenti di colore del legno messo in opera in diversi contesti o a contatto con altri materiali. Dall’osservazione alla sperimentazione il passo è stato breve e così sono nate le diverse ricette, raccolte in manuali e trattati, dedicate a colorare il legno in modo permanente. La particolarità di tale pratica sta nel modo in cui viene ottenuta la colorazione. Il processo prevede una profonda interazione tra le caratteristiche chimiche del legno e quelle della sostanza usata per innescare la reazione. Il vantaggio è nella stabilità del risultato finale il quale non consiste in uno strato aggiunto su di un supporto, bensì in una vera e propria mutazione basata su intimi legami molecolari. Delle ricette tramandate, non tutte sono applicabili. Sia perché i reagenti sono difficili da trovare, sia perché hanno caratteristiche di tossicità e pericolosità che ne sconsigliano l’uso. Gli esempi che portiamo in questo articolo sono tra i meno rischiosi in assoluto e fanno uso di sostanze comunemente in commercio e con cui abbiamo a che fare quotidianamente.
Abbonati ora per avere accesso a tutti gli esclusivi contenuti online di Legno Lab!
- La rivista a casa tua
- Tutti i contenuti esclusivi
- La newsletter Legno Lab
- Accesso illimitato all'archivio
Entra a far parte del laboratorio dedicato agli amanti del legno!
Abbonati ora a Legno LabO P P U R E
