di
Ennio Fiorio
Materiali
Illuminazione di punto in laboratorio
Assodato che l’illuminazione centralizzata del nostro laboratorio debba essere quanto più possibile distribuita uniformemente secondo le migliori tecniche impiantistiche, alzi la mano chi ha mantenuto lo stesso lay-out di solo un anno fa. E non c’è da meravigliarsi perché gli spostamenti dei macchinari o l’aggiunta di nuovi, piccoli o grandi, è abbastanza frequente come pure il posto di lavoro, banco o cavalletti che siano, vengono a volte, per non dire spesso questi ultimi, disposti in funzione delle dimensioni delle lavorazioni da fare. Ne consegue che sovente è necessario disporre di un’illuminazione di punto specifica. I macchinari stessi a volte hanno conformazioni tecniche che impediscono una buona visuale della zona di taglio dell’utensile, basti pensare a una sega a nastro dove il gruppo guida lama con relativa protezione fa a cazzotti con i neon a soffitto oppure è la stessa lavorazione che richiede di poter direzionare la luce in modo specifico. E’ il caso, ad esempio, della tornitura interna di un oggetto di buona profondità o dalla bocca d’entrata particolarmente stretta.
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