di
Mattia Migliorati
Librerie, scaffalature, mensole
Ebanisti in fasce
Acquisendo un’esperienza sempre maggiore nella lavorazione del legno ci si trova a conoscere e sviluppare tecniche di vario tipo, a migliorare la velocità di esecuzione e a prendere familiarità con il materiale. Conoscendo i punti forti e le criticità, ci si trova a saper scegliere quale legno e quale incastro usare e a selezionare lo strumento di lavoro più idoneo per lo scopo del momento; con il tempo s’impara a portare in evidenza le caratteristiche del legno, giocando con una venatura particolare piuttosto che un colore o un difetto. Di pari passo si sviluppa un gusto personale che condiziona l’esecuzione, sia essa di una credenza, un armadio o delle mensole, indipendentemente dal grado di difficoltà che ognuna comporta. Non si lascia più nulla al caso ma si seguono criteri personali ben precisi per trovare il giusto equilibrio tra tecnica, funzionalità ed estetica. In questo percorso saper progettare bene è il primo passo da compiere e spesso nelle scuole di ebanisteria, prima ancora di mettere le mani sul materiale, si studiano le basi del disegno; altezze, larghezze e spessori vengono accuratamente tracciati sui fogli di carta, prima ancora di realizzare modelli in scala. Nell’articolo di questo mese tratteremo la realizzazione di un mobile pensile di dimensioni ridotte che nella sua linearità e semplicità racchiude tutte le accortezze che un bravo ebanista deve saper sviluppare lungo il cammino.
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