di
Diego Carelli
Credenze, cassettiere, cassapanche e altri contenitori
Lavoro traghetto
I l lavoro oggetto di questo articolo è uno di quelli che io chiamo “lavoro traghetto” nel senso che sono progetti semplici che eseguo alla fine di lavori più complessi per rilassarmi e non stare fermo mentre cerco l’ispirazione. Si possono identificare ad esempio con tutti i vari armadietti, cassetti, jig e altri oggetti che servono in laboratorio, oppure con i lavori richiesti da parenti e amici per esigenze pratiche come mensole, taglieri, portabiti o, come in questo caso, un porta chiavi da muro. Anche se a prima vista possono sembrare lavori meno importanti, rispetto ai classici mobili, col tempo ho imparato ad amare e ad apprezzare alcune caratteristiche comuni a questi fratelli minori. Il primo aspetto caratterizzante e anche il più importante è la spensieratezza con cui ci si affrontano l’ideazione e l’esecuzione; per usare una metafora se fosse una cena sarebbe una pizza e birra con amici e non un evento impegnativo. Sono quei lavori in cui il percorso è più importante della meta. La seconda caratteristica è la assoluta improvvisazione e l’assenza di progetto, unico vincolo il dimensionamento rispetto allo spazio che dovrà occupare l’oggetto, insomma si va in laboratorio si mettono sul banco un po’ di pezzi e ritagli e si inizia a far suonare gli attrezzi. Estro e fantasia sono le parole d’ordine. Il terzo tipico aspetto dei lavori traghetto è la parola risparmio, non si compra quasi nulla, si cerca di usare tutto quello che magari da mesi o anni dall’alto di una mensola ci guarda e ci invita ad usarlo.
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