di
Domenico Tudino
Credenze, cassettiere, cassapanche e altri contenitori
Cassapanca sarda intagliata
Voglio proporre in questo articolo il progetto per la realizzazione di una cassapanca sarda che ho portato a termine con strumenti comuni a quasi tutti gli hobbisti, quale io sono, in un locale che io, come molti altri, chiamo con termine altisonante di “laboratorio”. Il mio progetto verte, come detto, sulla costruzione di un mobile in legno di castagno con decorazioni intagliate a mano. Il lavoro viene eseguito rispettando, il più possibile, le direttive del “Disciplinare di produzione Intaglio Sardo” della Regione Sardegna, che stabilisce quali debbano essere le caratteristiche di costruzione, di metodo e i materiali per la realizzazione di questo tipo di manufatto. Le “Arcas o Cascias” sono parte integrante della tradizione isolana, solcate da quei segni antichi, non privi di mistero o velati di mito, con cui umili pastori o piccoli artigiani impreziosivano le tavole di castagno che sarebbero poi andate a comporre un elemento tipico della camera nuziale. La cassapanca sarda si costruisce facendo riferimento alle tradizioni barbaricina e di Santu Lussurgiu. Meno conosciuta è quella dei frati Gesuiti di Oliena, per i quali era costruita con lo scopo di contenere i paramenti sacri. Quest’ultima si differenziava dalle barbaricine e lussurgesi per le dimensioni e per la presenza di disegni dell’intaglio che riprendevano elementi sacri. In modo particolare nel pannello frontale dove prevalentemente comparivano, intagliate ai lati del fregio centrale, due cappelle sormontate da una croce o altri simboli religiosi.
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