di
Francesco Cremonini
Materiali
Tenere i piani in piano
Che il legno si muova è risaputo, quello che è difficile stimare è in che modo e di quanto. Sappiamo che questo materiale compie i movimenti maggiori a causa della sua natura igroscopica, ovvero la capacità di assorbire o cedere umidità all’aria circostante, e che questo porta a rigonfiamenti o restringimenti tanto maggiori quanto più il piano di taglio della tavola è tangente al tronco dell’albero e, al contrario, tanto minori quanto lo stesso piano ha un andamento radiale. Sappiamo anche che questi movimenti potrebbero essere stimati con buona accuratezza se il materiale avesse una struttura omogenea. Le nostre tavole, invece, derivando da un tronco di forma pseudo-cilindrica fatto di materiale vegetale stratificato, hanno una composizione tutt’altro che regolare. Componendo il nostro piano di legno massello, è pressoché impossibile ritrovarci a lavorare con tavole perfettamente radiali o tangenziali; più probabilmente avremo a che fare con un mix poco definito delle due cose che potrebbe portare, anche all’interno della stessa tavola, a movimenti di diversa entità e direzione. Anche lo spessore e la forma della stratificazione potrebbero essere a loro volta irregolari, a causa delle condizioni di crescita incontrate dalla pianta, e le tavole potrebbero inoltre portare con sé altri tipi di discontinuità (vedi ad esempio la presenza di nodi). Ecco in estrema sintesi perché è difficile predire il modo in cui un pannello, nel tempo, andrà a muoversi e perchè è importante conoscere e adottare le corrette strategie per mantenere piani i nostri piani.
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