Genio e maestria. Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra Settecento ed Ottocento

 

Con il sottotitolo “Dalle collezioni segrete e dalle Residenze Reali”, questa mostra, che inaugura la riapertura della Reggia di Venaria Reale, permetterà ai visitatori di ammirare i più bei mobili d’arte realizzati dagli ebanisti e scultori del Piemonte fra il ‘700 e l’800. Due secoli di storia riuniti in circa 130 opere, con manufatti usciti dalle sapienti mani di Pietro Piffetti, Luigi Prinotto, Giuseppe Maria Bonzanigo e Gabriele Capello detto “il Moncalvo”. Veri ed autentici capolavori realizzati nelle botteghe artigiane di ebanisti e intagliatori che in quel periodo erano al servizio delle corti di mezza Europa. Il percorso della mostra si svolge lungo 14 sale a partire dalla prima con la quale si entra nel mondo della bottega del minusiere, dove si formarono gli ebanisti di metà seicento, e ci si immerge nelle lavorazioni dettate dalla Corporazione (o meglio Università) degli artigiani dei mobili, una delle più potenti della Torino sabauda. Vi sveliamo il finale, ma solo perché si tratta di una vera e propria opera d’arte di cui per ben 200 anni si erano perse le tracce: un coro monastico intarsiato ad opera di Luigi Prinotto, Giuseppe Marocco e Giacomo Filippo Degiovanni. Da non perdere!

Piffetti – Scrivania