di
Giacomo Malaspina
Arredo cucina
Mobile da cucina
Il mobile oggetto di questo articolo nasce per una cucina un po’ datata e ciò spiega tanto il colore quanto la forma inconsueta.
Il primo è stato accordato al tono dei mobili preesistenti e la seconda ad un preciso vano da chiudere. C’è inoltre un terzo particolare: l’uso finale di quello che a prima vista può sembrare un comodino ipertrofico è di ospitare un’affettatrice per salumi. Il continuo andirivieni del carrello della macchina (oltretutto carico di pesanti prelibatezze) avrebbe sottoposto la struttura ad un discreto stress. Per tale motivo non ho lesinato sulla robustezza degli elementi del telaio che, partendo da un tavolone di tulipier da 50mm, sono arrivati dopo la piallatura finale ad una sezione 45x45mm. Per il piano ho impiegato un pannello di lamellare di rovere da 40mm così da richiamare il top della cucina originale. È questo forse l’unico caso in cui ho eseguito due finiture differenti per il medesimo mobile: olio per per il piano (un mix di lino cotto e trementina) e finitura sintetica all’acqua (ciclo completo a partire dal turapori) per la base. L’intenzione era quella di avere una superficie di lavoro facilmente ripristinabile in quanto molto esposta e una parte inferiore ben liscia, impermeabile e comoda da tenere pulita.
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