Riparare l’impiallacciatura con una cannuccia

Da sempre impiegata per valorizzare l’aspetto di un mobile, l’impiallacciatura è una tecnica che vede l’applicazione di sottili lamine di legno sui materiali poco pregiati o i pannelli con cui è costruito un manufatto. Tanto sul nuovo quanto sul mobile d’antiquariato, può capitare che il piallaccio si distacchi dal supporto, benché in aree circoscritte, per cause di natura diversa. Sui pezzi appena lavorati le origini del fenomeno possono ricondursi a una impiallacciatura particolarmente nervosa, che non riesce a stendersi completamente sul pezzo, a una lacunosa applicazione della colla, al superamento del tempo di lavorabilità della stessa o a una cattiva pressatura.

Se invece il problema si manifesta sul mobile d’antiquariato, le principali cause sono generalmente insite nella perdita di tenacia della colla animale, tradizionalmente usata per rivestire le strutture, quando le superfici vengono inavvertitamente esposte a fonti di umidità o di calore.

Parlando di un’impiallacciatura rimasta integra, il rimedio a questo problema è facilmente intuibile. Consiste nell’incidere con un taglierino la bolla, cioè il punto in cui l’impiallacciatura risulta sollevata dal supporto, applicare la colla al suo interno e pressare la zona.

L’ostacolo maggiore a questa peraltro semplice operazione è la colla, o meglio la difficoltà della sua applicazione: generalmente si interviene con siringhe e aghi di diverso spessore, impiegando una colla diluita o poco viscosa per ottenere un migliore deflusso. Esiste tuttavia un metodo semplicissimo con cui si riesce a fare prima e meglio ed è quello di munire la bottiglia di adesivo di uno speciale beccuccio.

 

Il beccuccio veramente non ha nulla di speciale, perché si ricava da una porzione di una comunissima cannuccia da bibite: da una parte se ne appiattisce l’estremità con un martello dall’altra si scalda con un phon il terminale per adattarlo al beccuccio originario della bottiglia.

La superficie di diffusione della cannuccia è molto maggiore rispetto a quella dell’ago e permette un deflusso più rapido (e quindi l’uso di adesivi più viscosi) e una migliore distribuzione della colla. Il terminale piatto piatto si insinua bene tra i lembi dell’incisione ed è infinitamente più facile da pulire al termine dell’operazione.

 

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