Mettiamoci una pezza!

Quando lavoriamo al materiale dei nostri articoli, ovvero quando siamo nei nostri laboratori a realizzare i mobili e le mille costruzioni che poi vi proponiamo sulle pagine di Legno Lab, può accadere di tutto. Spesso siamo così concentrati sull’inquadratura della fotografia, così mentalmente impegnati a pensare e memorizzare la giusta didascalia, che ci capita di trascurare i particolari tecnici, quelli più propri delle operazioni di falegnameria. Ed ecco come nascono piccoli e grandi errori: tagli storti, fresature troppo lunghe, pezzi e utensili che cadono dal banco. Per non parlare poi di quando si girano i video. Sembra che il pulsante di avvio delle riprese sia direttamente collegato all’attivazione della Legge di Murphy. Tralasciamo i casi più tragici, come ad esempio quella volta che il cavo del microfono si è impigliato nella morsa strappando il jack e portandosi appresso anche mezzo trasmettitore. Ma anche l’operazione più semplice, come una foratura o l’inserimento di una vite, quando si filma, sembra che siano soggette a leggi estranee a quelle della fisica. Poi ci sono le distrazioni date dalla stanchezza, dalle numerose visite che riceviamo e dai ritmi non proprio tranquilli. Infine, ovviamente, ci sono i trucchi e i rimedi da adottare sul campo; sempre alla ricerca del miglior risultato nel minimo del tempo. Superato quell’attimo di smarrimento, ci si riorganizza per metterci una pezza e, se l’operazione è interessante, si torna a documentare per i nostri lettori. Un caso simile si è verificato durante la lavorazione della coppia di comodini in rovere pubblicati sul numero di questo mese, il 103.

Ecco l’infido lamello che ci ha fatto tremare ad inizio lavoro. Evidentemente la tracciatura non era stata così accurata!

I pannelli di massello per le casse dei comodini sono stati assemblati partendo da tre lunghe assi usando, come sistema di giunzione, una serie di lamelli. Uno di questi, sfuggito al severo controllo iniziale, ha fatto bella mostra di se dopo la sezionatura del relativo pannello. Poteva capitare anche su una costa non a vista e invece no! Quel lamello ha deciso di fare il protagonista affacciandosi in un punto che sarebbe poi risultato proprio sul bordo del top di uno dei comodini. Dopo una serie di invocazioni e imprecazioni proporzionata alla gravità del fatto abbiamo trovato il modo di rimediare al danno facendo un rattoppo con il legno del giusto colore.

L’intera parte interessata dal lamello è stata rimossa con una fresa da 6mm. Facendo molta attenzione a non peggiorare il danno!

Dopo una lunga ricerca tra gli scarti è stato individuato il donatore, dal quale è stata prelevata una striscia spessa quanto la fresata.

Fortunatamente avevamo ancora gli scarti della lavorazione iniziale ed è stato un bene averli conservati perché il punto in cui eseguire l’intervento presentava una venatura scura e una più chiara accostate. L’intervento ha richiesto una mezz’oretta ed è consistito nella realizzazione di una fresatura appena più lunga e larga della finestra del lamello. La fresatura è poi è stata riempita con un tassello opportunamente tagliato e sagomato sui fianchi per adattarsi alle estremità semicircolari del taglio fatto con una fresa da 8mm.

Dopo aver tagliato il rimpiazzo a misura, i lati sono stati stondati a semicerchio sulla levigatrice a nastro da banco.

L’inserto non copia al 100% il colore del legno originale ma è quanto di meglio si poteva fare.

Il risultato finale è molto buono. Grazie alla finitura e al perfetto incollaggio il tassello si uniformerà al materiale circostante.

Forse 30 minuti per una fresata da 35mm di lunghezza possono sembrare tanti ma se la disattenzione è stata la causa del danno, allora solo la massima precisione può essere il rimedio.