La sega a nastro

Cari internauti del legno,

la serie sulla combinata Lab 300 Plus si è appena conclusa e già abbiamo iniziato a pubblicare degli altri video che, grazie alla collaborazione con SCM, ci permetteranno di entrare più nel dettaglio e vedere le macchine stazionarie nelle loro applicazioni più comuni. Abbiamo dato il via a questa nuova serie con un macchinario che nella falegnameria moderna, fatta prevalentemente di pannelli, sta cedendo lentamente il passo: la sega a nastro. Per chi lavora sul massello si tratta invece di uno strumento imprescindibile. In uno dei nostri laboratori ve ne sono addirittura tre: due Minimax (con volani da 60 e da 45cm) ed una piccolina con volani da 32. Il motivo di tale assortimento sta nella possibilità di passare velocemente da una macchina all’altra per beneficiare delle caratteristiche delle lame con cui ogni singola sega è equipaggiata. Il modello più grande è ovviamente destinato ai lavori più gravosi, quello intermedio agli incastri e alle lavorazioni che vedono l’impiego di jigs e accessori autocostruiti, mentre il più piccolo, essendo equipaggiato con lame da 6 e 8mm, è assimilabile ad un traforo e viene impiegato per le sagomature dei pezzi più piccoli. Al diminuire delle dimensioni della macchina cala naturalmente la potenza del motore e le prestazioni di questo set sono complementari. Non è possibile ad esempio impiegare il modello più piccolo per il taglio su forti spessori. Le lame più rigide e larghe infatti non tollerano curvature troppo strette e, avvolgendo volani di ridotto diametro, potrebbero spezzarsi nel giro di poco tempo. È possibile però montare lame sottili anche sui modelli più grandi. Sta in questo la grande versatilità della sega a nastro. Scegliendo un modello intermedio si può far fronte al 90% delle evenienze di un laboratorio di falegnameria.

Ma cosa si intende per “modello intermedio”? Questa definizione purtroppo non risponde ad un tipo di macchina univoco. Tra l’altro lo scarto tra un modello e l’altro pone in difficoltà l’utente poco esperto. Dalle macchine più piccole, quelle da 30-35 fino ad un certo punto, i volani aumentano di diametro con un incremento di 5cm. Dal 50 in su invece l’incremento in genere raddoppia, pertanto si passa al 60, al 70, 80 e così via fino a macchine veramente imponenti che solitamente vengono impiegate nelle segherie in cui si stavolano tronchi interi. Volendo dunque trovare il modello più adatto occorre una certa abilità nel capire l’ambito di applicazione del proprio laboratorio. Ad esempio chi si occupa di restauro, liuteria ed ebanisteria necessita di precisione più che di potenza e quindi potrà attestarsi su una macchina da 40 o 45. Se invece si prevede, anche saltuariamente, di effettuare lavori di sgrossatura su forti spessori allora il modello da 50 sarà la scelta più opportuna. In altri casi, facciamo l’esempio di un cantiere nautico, occorre come minimo una macchina da 70. E questo non solo perché potenza e lame sono più performanti ma anche perché il piano di appoggio è molto più grande e consente di manovrare i pezzi fortemente sagomati tipici delle imbarcazioni. A volte anzi capita di vedere macchine inglobate in altre strutture che consentono di avere piani da due fino a quattro metri quadrati. Se tutto ciò non bastasse occorre anche tenere in considerazione la grande varietà di lame che i produttori mettono a disposizione degli artigiani. Le variabili sono molte: lega del nastro, tempra, numero e stradatura dei denti.

In pratica c’è un mondo intero nel quale, sapendosi destreggiare, c’è la possibilità di dotarsi di uno strumento in grado di espandere enormemente le capacità di ogni laboratorio. Nel primo video della serie sulle macchine stazionarie abbiamo introdotto le caratteristiche generali della sega a nastro indugiando su manutenzione, regolazioni e tarature. Nel secondo, dedicato alle lavorazioni più tipiche, parleremo anche delle lame in relazione al loro uso e cercheremo di darvi tutti gli elementi per capire qual è la combinazione lama-macchina più adatta alle vostre esigenze. A voi non rimane che iscrivervi al canale e lasciare un commento sul nostro lavoro!

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