Intervista a FSC®

L’ONG internazionale senza scopo di lucro che ha dato vita ad un sistema di certificazione forestale riconosciuto a livello internazionale.

Ce ne parlano il Direttore Diego Florian e Alberto Pauletto, Communications Manager

Come nasce FSC®?

Il Forest Stewardship Council® (FSC) è un’organizzazione internazionale non governativa, indipendente e senza scopo di lucro, nata nel 1993 a seguito del Summit della Terra delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro per promuovere la gestione responsabile di foreste e piantagioni. In Italia, FSC è presente dal 2001 e opera in armonia con gli obiettivi di FSC International.

Come è strutturata?

FSC è un’organizzazione internazionale governata dai propri soci, che possono essere individuali, rappresentati di organizzazioni o istituzioni. L’Assemblea dei Soci, l’organo decisionale di FSC, è costituita da 3 Camere di interesse (Ambientale, Sociale ed Economica). Come ulteriore meccanismo di equilibrio e pari rappresentatività, ogni Camera è a sua volta suddivisa nelle Sottocamere geografiche Nord e Sud del mondo.

Ogni socio viene collocato all’interno di una Camera: lo statuto prevede che ogni decisione venga presa solo quando vi è l’accordo di tutte e tre le Camere. Questo si traduce in un forte dialogo negoziale tra camera e camera, a prescindere dal numero di soci che la compongono, e le mozioni passano solo quando vi è accordo tra tutte le componenti.

Questo modello di governance, assieme al continuo coinvolgimento di tutte le parti interessate (stakeholders), è ciò che rende FSC davvero unico come sistema di certificazione.

Quali sono gli standard di certificazione?

FSC ha stabilito un sistema di certificazione internazionale, indipendente e di parte terza, specifico per il settore forestale e i prodotti – legnosi e non legnosi – derivati dalle foreste. Esistono due standard principali di certificazione:

  • Gestione Forestale (Forest Management, FM), che fa riferimento alla gestione dell’area boschiva;
  • Catena di Custodia (Chain of Custody, CoC), che garantisce la rintracciabilità dei materiali provenienti da foreste certificate FSC ed è indispensabile per poter applicare le etichette FSC sui prodotti.

Questi due standard garantiscono criteri uniformi di gestione dei boschi e definiscono la trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera, dalla foresta allo scaffale. Tutte le etichette FSC riportano un codice univoco di 6 cifre (FSC-C000000), assegnato ad ogni azienda certificata;  attraverso questo codice si può risalire, consultando il Database Pubblico delle Certificazioni (www.info.fsc.org), all’azienda e alla filiera di produzione.

I certificati FSC possono essere rilasciati esclusivamente da Enti di Certificazione accreditati dall’organizzazione indipendente Accreditation Services International (ASI). Questi Enti sono responsabili dei controlli condotti in foresta e in azienda, al fine di verificare che i requisiti definiti dagli standard FSC siano pienamente rispettati.

 Cosa significa gestione forestale responsabile?

La certificazione di gestione Forestale responsabile assicura che una foresta o una piantagione forestale siano gestite nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

I Principi e Criteri FSC descrivono gli elementi essenziali alla base di questo sistema e devono essere applicati in qualsiasi unita di gestione forestale prima che possa ricevere la certificazione FSC.

A partire da queste regole, dal 2014 FSC Italia ha lavorato alla creazione del primo standard di gestione forestale nazionale: per fare ciò è stato costituito un Gruppo di Lavoro formato dai soci nazionali del Forest Stewardship Council – due per ogni Camera, affiancato da un Gruppo Tecnico. La bozza del documento è stata quindi sottoposta per consultazione a tutta la rete di stakeholders nazionali, ricevendo a fine 2017 l’approvazione definitiva da parte di FSC International.

Il nuovo standard di Gestione Forestale per l’Italia è un documento normativo composto da 184 indicatori, suddivisi sulla base di interessi ambientali, sociali ed economici. Tra gli elementi di maggiore novità introdotti troviamo l’applicabilità a tutti i popolamenti e le tipologie forestali; il ruolo fondamentale riservato al Piano di Gestione, definito “documento di sistema” e al monitoraggio, che permette di rivedere la politica, gli obiettivi e le pratiche di gestione sulla base di una logica di adattamento continuo; l’approccio teso alla valorizzazione di tutti i servizi forniti dal bosco – regolazione del clima, della qualità dell’acqua, della formazione del suolo e mitigazione degli impatti climatici – e alla promozione della parità di genere nelle pratiche d’impiego, nelle opportunità di formazione, nei processi di coinvolgimento e nelle attività di gestione.

Quali sono le etichette di prodotto FSC?

Esistono tre tipi di etichette (labels)

  • FSC 100%
  • FSC Riciclato
  • FSC Misto

FSC 100% indica che la totalità della materia prima utilizzata proviene da foresta certificata.

FSC Riciclato valorizza i processi di riciclo di carta, cartone o legno, e comunica al consumatore che in quel prodotto è presente esclusivamente materiale di recupero.

Infine, FSC Misto risponde alla necessità di combinare disponibilità di materia prima certificata e domanda: questo fa sì che per alcuni materiali come i pannelli nobilitati o i prodotti in carta ci sia la possibilità di unire materia prima proveniente da foreste certificate, materiale di recupero e una parte minoritaria di legname o cellulosa (non più del 30% in volume del prodotto) proveniente da foreste non certificate ma riconosciute e classificate secondo parametri di rischio compatibili con il sistema FSC; queste ultime prendono il nome di fonti controllate (controlled wood).

Cosa si intende per certificazione di progetto FSC?

Si tratta di una forma di certificazione del prodotto finito, possibile solo quando questo è un pezzo unico non realizzato su scala industriale. In questo caso non è obbligatorio che il realizzatore sia in possesso di certificazione, ma è sufficiente la dimostrazione attraverso fatture di acquisto che tutto il materiale impiegato è certificato. Questa pratica è molto diffusa in Paesi come Gran Bretagna, Olanda e Danimarca, soprattutto nel settore dell’edilizia. In Italia ad oggi sono 5 i progetti che hanno ricevuto questo tipo di certificazione: l’ultimo è una chitarra artigianale, costruita come pezzo unico dal liutaio goriziano Marco Lorenzon e costituita da 7 specie di legni ottenuti da fornitori certificati FSC.

Un’ultima analisi sul nostro paese

Tutto sommato, siamo un paese fortunato: se da una parte l’area di foresta certificata rimane modesta (63.744 ettari), dall’altra in Italia si concentrano più di 2.000 realtà certificate, con il 24% attivo nella seconda trasformazione del legno – siamo il terzo paese in Europa (dopo Gran Bretagna e Germania) per numero di aziende certificate. Aziende che vanno dalla grossa multinazionale alla piccola realtà: per quanto riguarda le seconde, negli ultimi anni si è assistito alla crescita delle cosiddette certificazioni di gruppo, ovvero certificazioni che raccolgono piccole e medie imprese, che possono così beneficiare della condivisione dei costi di gestione. Una scelta interessante per artigiani che volessero accedere a nuovi mercati e cominciare a realizzare prodotti certificati, ma che al momento non possono affrontare da soli i costi e gli oneri di una certificazione singola.