Questo articolo fa parte della
Rivista n.114

Le carte vetrate

La carta vetrata è uno strumento indispensabile in diversi settori, ma soprattutto in falegnameria dove viene prevalentemente usata per raggiungere la finitura ottimale, prima e durante il trattamento finale di protezione, che può essere una verniciatura, una ceratura, un’oliatura o l’applicazione di gommalacca e simili. Questo abrasivo flessibile e incredibilmente versatile è nato in Cina nel XIII secolo, ove veniva ottenuto incollando conchiglie sminuzzate, semi e sabbia su un tessuto impregnato di gomma naturale. Nel 1833 John Oakley, grazie allo sviluppo di nuovi adesivi, comincia a produrre industrialmente la carta vetrata utilizzando vetro macinato. Nel 1921 la 3M brevetta la carta abrasiva con carburo di silicio e supporto idrorepellente che consente l’uso dell’acqua come lubrificante. Fondamentalmente la carta vetrata si può considerare un utensile usa-e-getta perché la sua durata è relativa e, una volta che ha perso il suo potere abrasivo, non si può riaffilare come un normale utensile da taglio. Prima che venisse inventata al suo posto veniva usata la pietra pomice in blocco, un materiale di origine vulcanica molto poroso, che veniva spianata su un lato per poi essere utilizzata come leggero abrasivo, destinato a correggere le piccole imperfezioni dei manufatti a seguito delle varie lavorazioni meccaniche o manuali.

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