Questo articolo fa parte della
Rivista n. 110

La Cavatrice

Tra tutti gli strumenti che permettono di realizzare una mortasa nel legno, il primo posto per velocità, precisione e ripetibilità del compito spetta certamente alla cavatrice. Ne esistono di varie tipologie ma la più diffusa è quella orizzontale, presente di serie nelle combinate a 6-7 lavorazioni o opzionabile con le pialle a filo o filo/spessore. In questa veste non si tratta di un’unità autonoma ma di un gruppo accessorio che per eseguire lo scavo si affida a un mandrino portapunte collegato all’albero della pialla. La peculiarità di questo tipo di cavatrice è quella di disporre di un piano di lavoro registrabile in altezza che può essere mosso lungo i due assi orizzontali in modo controllato rispetto alla punta, la cui posizione è invece fissa. Per rendere certa e ripetibile ogni esecuzione, gli spostamenti del piano possono essere “programmati” con appositi fine corsa. Nella cavatrice orizzontale il mandrino rimane sempre installato sulla pialla, il gruppo principale può essere invece aggiunto solo quando realmente necessario per ottimizzare lo spazio a disposizione attorno alla macchina. Se da un lato questa caratteristica costituisce un punto di forza del sistema, dall’altro obbliga a fare delle verifiche sul piazzamento iniziale del gruppo per accertarsi della sua precisione.

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